Requisito professionale per il preposto in ambito commerciale


Il soggetto in pensione che ancora ricopre la funzione di preposto in ambito commerciale può considerarsi in possesso del requisito professionale richiesto dalla specifica normativa. (MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – Risoluzione 06 giugno 2017, n. 211469).

Il caso in esame riguarda un soggetto che è stato nominato qualche anno fa preposto di un esercizio commerciale del settore alimentare in quanto all’epoca in possesso dei prescritti requisiti professionali di cui:
– l’avere, per almeno due anni, anche non continuativi, nel quinquennio precedente, esercitato in proprio attività d’impresa nel settore alimentare o nel settore della somministrazione di alimenti e bevande o avere prestato la propria opera, presso tali imprese, in qualità di dipendente qualificato, addetto alla vendita o all’amministrazione o alla preparazione degli alimenti, o in qualità di socio lavoratore o in altre posizioni equivalenti o, se trattasi di coniuge, parente o affine, entro il terzo grado, dell’imprenditore, in qualità di coadiutore familiare, comprovata dalla iscrizione all’Istituto nazionale per la previdenza sociale.
Il medesimo soggetto, il quale dovrebbe essere nominato preposto in altro esercizio commerciale, nel frattempo è andato in pensione e conseguentemente non risulta più possedere i due anni di pratica lavorativa negli ultimi cinque come dipendente, anche se, comunque, mantiene ancora la preposizione presso l’altro esercizio commerciale.
Ai fini della qualificazione professionale viene chiesto al Mise se sia possibile conteggiare negli ultimi cinque anni anche la pratica lavorativa svolta in qualità di preposto.
Al riguardo, il Mise ritiene che, nel caso specifico, trattandosi di un soggetto che ancora ricopre la funzione di preposto in ambito commerciale, il medesimo non possa non considerarsi in possesso del requisito professionale richiesto.