No alle agevolazioni “prima casa” per l’abitazione di lusso


Per stabilire se una abitazione sia di lusso e, quindi, sia esclusa dall’agevolazione per l’acquisto della “prima casa” occorre fare riferimento alla nozione di “superficie utile complessiva”, in forza della quale rileva il requisito dell’utilizzabilità degli ambienti, a prescindere dalla loro effettiva abitabilità (CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 04 aprile 2018, n. 8183).

L’Agenzia delle Entrate ricorre con unico motivo per la cassazione della sentenza della CTR dell’Umbria per la revoca delle agevolazioni fiscali provvisoriamente concesse per l’acquisto della prima casa, trattandosi di abitazione di lusso, con superficie superiore a 240 mq, e come tale esclusa dal beneficio.
La CTR, rilevata l’obsolescenza dell’impianto normativo che detta le regole per le abitazioni di lusso, ha ritenuto di escludere dal computo della superficie utile – peraltro non determinante ai fini della qualificazione di lusso dell’abitazione – i vani posti al piano seminterrato e il piano sottotetto-soffitta, in quanto non abitabili.
Con l’unico motivo del ricorso l’Agenzia deduce violazione di legge laddove la CTR ha identificato il concetto di superficie utile con superficie abitabile al fine di stabilire se una unità immobiliare abbia o meno le caratteristiche di “abitazione di lusso”.
Il ricorso viene accolto. Erroneamente la CTR ha ritenuto che nel concetto di superficie utile per stabilire se un’abitazione sia di lusso bisogna tener conto unicamente dei vani che hanno il requisito dell’abitabilità (così escludendo cantina e soffitta), poiché in tema di imposta di registro, per stabilire se una abitazione sia di lusso e, quindi, sia esclusa dall’agevolazione per l’acquisto della “prima casa” occorre fare riferimento alla nozione di “superficie utile complessiva” di cui all’art. 6 del d.m. Lavori Pubblici 2 agosto 1969, in forza del quale è irrilevante il requisito dell’abitabilità dell’immobile, siccome da esso non richiamato, mentre quello dell’utilizzabilità degli ambienti, a prescindere dalla loro effettiva abitabilità, costituisce parametro idoneo ad esprimere il carattere “lussuoso” di una abitazione. Ne consegue che è legittima la revoca del beneficio ove possa computarsi nella superficie “utile” i vani posti al piano seminterrato e il piano sottotetto-soffitta e un vano deposito di un immobile (nella specie, in concreto non abitabili perché non conformi ai parametri previsti dal regolamento edilizio), assumendo rilievo – in coerenza con l’apprezzamento dello stesso mercato immobiliare – la marcata potenzialità abitativa dello stesso.