Legge di bilancio: caregiver familiare e altre disposizioni


Il comma 334 della L. n. 178/2020 istituisce presso il Ministero del Lavoro uno specifico fondo, per interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale svolta dal caregiver familiare. Il comma 324 istituisce, invece, nei limiti delle risorse previste, un programma denominato “Garanzia di occupabilità dei lavoratori” (GOL), quale programma nazionale di presa in carico finalizzata all’inserimento occupazionale, mediante l’erogazione di servizi specifici di politica attiva del lavoro.


Caregiver familiare
Ai sensi del comma 255 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, il caregiver familiare è la persona che assiste e si prende cura del coniuge, dell’altra parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto, di un familiare o di un affine entro il secondo grado, ovvero, nei soli casi indicati dall’articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, di un familiare entro il terzo grado che, a causa di malattia, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative, non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé, sia riconosciuto invalido in quanto bisognoso di assistenza globale e continua di lunga durata, o sia titolare di indennità di accompagnamento ai sensi della legge 11 febbraio 1980, n. 18.
Con riferimento a tale figura, il comma 334 della legge di bilancio istituisce nello stato di previsione del Ministero del lavoro un fondo, con una dotazione di 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023, destinato alla copertura finanziaria di interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale svolta dal caregiver familiare.


“Garanzia di occupabilità dei lavoratori”
Per favorire la transizione occupazionale attraverso il potenziamento delle politiche attive del lavoro e sostenere il percorso di riforma degli ammortizzatori sociali, nello stato di previsione del Ministero del lavoro, per il successivo trasferimento all’Agenzia nazionale delle politiche attive del lavoro (ANPAL) per le attività di competenza, è istituito un fondo denominato “Fondo per l’attuazione di misure relative alle politiche attive rientranti tra quelle ammissibili dalla Commissione europea nell’ambito del programma React EU”, con una dotazione di 500 milioni di euro nell’anno 2021. Nei limiti delle risorse residue di cui sopra, è istituito – secondo il comma 324 della L. n. 178/2020 – un programma denominato “Garanzia di occupabilità dei lavoratori” (GOL), ovvero un programma nazionale di presa in carico finalizzata all’inserimento occupazionale, mediante l’erogazione di servizi specifici di politica attiva del lavoro, nell’ambito del patto di servizio di cui all’articolo 20 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150.
Le misure di assistenza intensiva nella ricerca di lavoro, di cui all’articolo 23 del citato decreto legislativo n. 150 del 2015, sono rideterminate nell’ambito del programma nazionale in questione. Con decreto del Ministro del lavoro di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, individueranno le prestazioni connesse al programma nazionale GOL, compresa la definizione delle medesime prestazioni per tipologia di beneficiari, le procedure per assicurare il rispetto del limite di spesa, le caratteristiche dell’assistenza intensiva nella ricerca di lavoro e i tempi e le modalità di erogazione da parte della rete dei servizi per le politiche del lavoro, nonché la specificazione dei livelli di qualità di riqualificazione delle competenze.
Nelle more dell’istituzione del programma nazionale GOL, l’assegno di ricollocazione di cui all’articolo 23 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, è riconosciuto, nel limite di 267 milioni di euro per il medesimo anno, dal centro per l’impiego anche a coloro che si trovino in una delle seguenti condizioni, ad esclusione delle persone che beneficiando degli ammortizzatori sociali sono in grado di raggiungere i requisiti necessari per l’accesso alla pensione al termine della fruizione dei medesimi:
– collocazione in cassa integrazione guadagni ai sensi dell’articolo 1, comma 136, della legge 27 dicembre 2017, n. 205;
– sospensione del rapporto di lavoro e collocazione in cassa integrazione guadagni per cessazione dell’attività ai sensi dell’articolo 44 del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2018, n. 130;
– percezione della Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego e dell’indennità mensile di disoccupazione da oltre quattro mesi.